LA RACCOLTA DEL TARTUFO BIANCO DI SAN MINIATO

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la raccolta del tartufo bianco di san miniato

Il tartufo bianco di San Miniato è uno dei più pregiati e apprezzati per la sua qualità, ed essendo una vera e propria ricchezza per il nostro territorio, la sua raccolta avviene correttamente. Da sempre quest’attività viene praticata in maniera accurata rispettando l’ecosistema nei mesi di ottobre, novembre e dicembre.
La raccolta è un’arte ricca di tradizioni, aneddoti e leggende, da sempre di massima importanza nel nostro territorio tanto da fornire di sollievo alla precaria economia di molte famiglie locali che, fino alla seconda Guerra mondiale, viveva lavorando nel settore dell’agricoltura.
Una vita intensa e piena di sacrifici che però trovava grandi soddisfazioni durante la stagione del tartufo bianco, la cui ricerca si praticava spesso a margine dei campi dove si era duramente sudato fino a poco prima. 
La raccolta di tartufi è un’esperienza unica per chi ama immergersi nella natura, ma ci sono specifiche regole alle quali un tartufaio che si rispetti è vincolato.
Vi sveliamo ora alcuni segreti della vera raccolta del Tartufo.
I tartufi crescono sottoterra, in simbiosi con alcuni tipi di piante chiamate piante simbionti. Esse richiedono però delle condizioni particolari per crescere. Per questo motivo un vero tartufaio deve innanzitutto essere mosso da un grande amore e rispetto del territorio curandone la salvaguardia per far si che le tartufaie non vadano estinte.
La raccolta è più semplice quando ci affidiamo all’ottimo fiuto di un cane da tartufo che può trovare anche ciò che l’occhio non può vedere.
Anche se il suo ruolo è fondamentale non può certo fare tutto da solo, infatti il buon tartufaio deve avere cura di accompagnarlo in zone dette “pasture” ovvero che possono ospitare tartufaie.
Una volta che il nostro fido punterà il tartufo, inizierà probabilmente a scavare il terreno, un buon tartufaio deve quindi intervenire tempestivamente proseguendo lo scavo con l’apposito vanghetto della larghezza massima di 6 cm; per poi proseguire delicatamente con le mani in modo da non rischiare di rompere le preziose palline profumate e non danneggiare le radici micorrizate.
Una volta estratto, Il tartufaio dovrà assicurarsi di riempire la buca con lo stesso terriccio smosso in modo da non disidratare le radici.
In caso ci trovassimo davanti a tartufi marci o immaturi è bene non raccoglierli ma lasciarli nel bosco, poiché quest’ultimi contribuiranno con le loro spore a farne nascere di nuovi per le stagioni successive.
Ricordatevi che per una raccolta a norma di legge deve essere rispettato il calendario di raccolta stabilito dalle singole Amministrazioni Regionali, sempre di giorno e mai di notte!

Buona raccolta a tutti gli amanti del tartufo come noi della famiglia Selektia!

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TARTUFO BIANCO