Simone Calugi

Una lunga esperienza tramandata dal padre al figlio, per raggiungere un unico obiettivo: l’Eccellenza.

Selektia Italia nasce in Toscana nel 2008 dalla lunga esperienza del suo titolare, Simone Calugi, nella raccolta/produzione/vendita del Tartufo. Una passione viscerale  tramandata dal padre Renato Calugi, grande ricercatore di tartufi  e famoso imprenditore toscano. Simone Calugi segue le orme del padre e crea una nuova realtà imprenditoriale che fin da subito ottiene consensi e riconoscimenti in tutto il Mondo.  Vista la grande conoscenza del prodotto e del mercato, Simone Calugi,  si pone come  obiettivo  indiscutibile  la ricerca dell’eccellenza, per una produzione  di  straordinaria  qualità. Il prezioso tubero, raccolto principalmente tra le

 

Colline Sanminiatesi, le Balze Volteranee e le Crete Senesi, viene selezionato e lavorato con le tecnologie più innovative, per preservarne ed esaltarne  le  caratteristiche  naturali. Una selezione di qualità che ha come Valori aggiunti: la tracciabilità del prodotto; l’accurata selezione dei fornitori; norme igienico sanitarie rigorose;  Certificazione IFS; produzione di prodotti senza glutine; Linea Bio di alcuni prodotti della Linea  Gourmet,  Funghi  e  Tartufi. La passione per l’ottima tavola, è confermata dall’attenzione scrupolosa rivolta alla selezione delle materie prime,  per  offrire  in  tutto  il  Mondo   il meglio  della  tradizione  gastronomica  Toscana.

Tartufo: una storia millenaria!

Secoli di Storia, un successo immenso!

La storia del Tartufo affonda le sue radici in epoche talmente remote da rendere difficile, talvolta, distinguere ciò che è riconducibile alla realtà e ciò che è frutto di leggende o fantasia. Sembra certo che già 3.000 anni prima di Cristo i Babilonesi conoscessero questo prelibato prodotto  della  terra. Si conosce per certo, che i Greci usavano i Tartufi nella loro cucina. I Pagani, ad esempio, erano certi del suo potere afrodisiaco e lo dedicarono a Venere. Comunque sia, leggende a parte, già dall’antichità il Tartufo era molto ricercato e di conseguenza il prezzo era elevato, la sua presenza sulla tavola era indice di nobiltà e potere.

Nel Medioevo e nel periodo Rinascimentale il Tartufo non compie grandi progressi, pur rimanendo un prodotto per nobili. Si dice che in questo periodo, molti gentiluomini, non si sdegnavano darsi alla sua ricerca, seguendo i porci, seguiti a loro volta dai loro servi con le zappe per estrarre i Tartufi che si trovano a svariate profondità del terreno. Solo molti decenni dopo inizia l’addestramento dei cani, con il cui prezioso fiuto ci si potrà muovere da un posto all’altro con più rapidità e avere meno problemi nell’estrarre il Tartufo. Trascorso questo periodo molte persone comuni si dedicarono con i loro cani, a questa ricerca

che rendeva  loro  lauti guadagni. Nel 1831 Carlo Vittadini  pubblica  la  monografia TUBERACEARUM, che getta le basi dello studio moderno del Tartufo. Da questo momento egli descrive, in maniera sistematica e fondata su criteri scientifici, la maggior parte delle specie di Tartufo, tanto che i tartufi portano il suo nome (Tuber melanosporum Vitt. - Tuber macrosporum Vitt. - Tuber aestivum Vitt. - Tuber borchii Vitt. - Tuber brumale Vitt. - Tuber masentericum Vitt.) Questo è un piccolo cenno della storia   del  Tartufo,  e  la  ricerca  del   meraviglioso   RE  della  cucina  continua ......

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